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LA LEGGENDA DEL
RITROVAMENTO DELLA STATUA MIRACOLOSA
Secondo la tradizione popolare la statua della Madonna con il
Bambino, poi denominata Madonna della Grotta, arrivò nella terra
oggi di Praia a Mare nell’agosto del 1326. Il simulacro, come narra
il Marafioti in Croniche et antichità di Calabria,
viaggiava su un mercantile, salpato da un porto levantino, con a
bordo un equipaggio di fede musulmana guidato da un comandante
cristiano. Si narra che giunti nelle acque antistanti l’isola di
Dino l’imbarcazione con tre vele a trinchetto si arrestò di colpo.
Dopo ripetuti tentativi per farla ripartire i marinai esasperati e
prevenuti attribuirono quella sosta forzata alla presenza della
statua della Vergine, custodita gelosamente nella cabina del
comandante. Fu allora che l’equipaggio insorse deciso a disfarsi
della statua a tutti i costi. L’ultima soluzione per il capitano, e
per l’unico mozzo che come lui credeva nei prodigi della Santa
Vergine, fu quella di abbandonare la statua sulla vicina isola.
Issato il simulacro di Maria su un battello i due uomini si
diressero verso la spiaggia di Dino. Sbarcati iniziarono un lungo e
faticoso cammino incontro a una altura che sembrava sicura. Durante
la salita trovarono un antro solitario e fresco con all’ingresso un
grosso masso di colore chiaro. Fu proprio su quel piedistallo
naturale che fu posata la statua rinvenuta, qualche giorno più
tardi, da un pastorello di Aieta. Il giovane muto fin dalla nascita
dopo quella inaspettata scoperta riacquistò il dono della parola
riuscendo, così, a portare sul posto la gente del suo rione e il
parroco che in segno di devozione fece redigere un altare alla
Vergine taumaturga.

Festa di Santa Maria della Grotta - 14 e 15
agosto
I festeggiamenti iniziano il quattordici agosto con intrattenimenti
civili. Dal 1970 si snoda una suggestiva processione in mare che
rievoca il percorso fatto dalla statua miracolosa della Vergine
della Grotta giunta dall’oriente. Il corteo parte al calare del sole
con il simulacro issato su un tronco mobile e si conclude a capo
d’Arena di Fiuzzi. Da qui viene trasferita su una paranza seguita da
numerose imbarcazioni addobbate con nastri e coccarde. Tutti gli
scafi sono illuminati in modo da poter essere seguiti agevolmente
anche dalla costa. Giunti in prossimità della Chiesa del Sacro Cuore
inizia l’avvicinamento salutato da fuochi d’artificio e razzi
luminosi lanciati dalle barche. Il solenne momento dell’approdo è
segnato dalla musica festosa della banda musicale
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